mercoledì 10 ottobre 2012

Cecina Vegan



Ingredienti

250 gr di farina di ceci
1 scalogno
2 carote
2 zucchine
2 patate medie
pepe nero
rosmarino a piacere
sale qb


Preparazione 30 minuti + 1 ora per cottura + 2 ore per preparare la farina

Mettere in ammollo la farina con circa un litro di acqua fino a rendere liquido il composto per circa 2 ore.
Tagliare tutte le verdure a pezzettini e soffriggere insieme ai rami di rosmarino al pepe e sale per circa 15 minuti.

Aggiungere il soffritto alla farina in ammollo (togliendo i rami di rosmarino) e mettere il tutto in una teglia ben unta. Mettere il tutto in forno a 180° per un'ora.
Servire meglio un  po' raffreddata.






sabato 6 ottobre 2012

Pomodori secchi sott'olio

E' tempo di conservare i prodotti dell'orto!

Ingredienti per due vasi da mezzo litro:

600 gr. di pomodori secchi al sole,
3 peperoncini piccanti

6 spicchi d'aglio,
olio extra vergine d'olia abbondante deve ricoprire il contenuto dei vasetti,
basilico abbondante.

Preparazione

Tagliate a fettine l'aglio, a pezzetti il peperoncino e pulire bene le foglie di basilico (attenzione se le lavate che non rimangano umide!).
Mettere a strati in un vaso pulitissimo prima alcuni pomodori, poi un paio di fettine di aglio, foglie di basilico, pezzetti di peperoncino e olio.


Continuare fino al termine degli ingredienti.



Coprire completamente di ottimo olio extravergine d'oliva, chiudere i vasi e lasciarli riposare per almeno 3 settimane in un luogo fresco.



lunedì 1 ottobre 2012

Calendario semine


Il Calendario delle semine è uno strumento utile per organizzare la semina in base ai periodi dell’anno.

 Gennaio    
Febbraio              
Marzo
Aprile                                                                        
Carote
Cavolfiori
Cipolle
Fave
Lattughe
Melanzane
Meloni
Peperoni
Piselli
Porri
Prezzemolo
Ravanelli
Rucola
Spinaci
Valeriana
Zucchini
Carote
Cavolfiori
Cipolle
Fave
Lattughe
Melanzane
Meloni
Peperoni
Piselli
Porri
Prezzemolo
Ravanelli
Rucola
Spinaci
Valeriana
Zucchini
Angurie
Asparagi
Barbabietole
Basilico
Bieta
Carote
Cavoli
Cime di rapa
Cipolle
Fave
Finocchi
Indivie
Lattughe
Melanzane
Meloni
Peperoni
Piselli
Pomodori
Porri
Prezzemolo
Rucola
Zucchini
Angurie
Asparagi
Barbabietole
Basilico
Bieta
Carote
Cavoli
Cetrioli
Cime di rapa
Cipolle
Finocchi
Indivie
Lattughe
Melanzane
Meloni
Peperoni
Piselli
Pomodori
Porri
Prezzemolo
Rucola
Zucche
Zucchini
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Angurie
Asparagi
Barbabietole
Basilico
Bieta
Broccoli
Cardi
Carote
Cavoli
Cetrioli
Indivie
Lattughe
Melanzane
Meloni
Peperoni
Piselli
Pomodori
Porri
Prezzemolo
Rucola
Scarola
Zucchini
Barbabietole
Bieta
Broccoli
Cardi
Carote
Cavolfiori
Cavoli
Cetrioli
Cicoria
Fagioli
Indivie
Lattughe
Meloni
Pomodori
Prezzemolo
Ravanelli
Rucola
Sedano
Zucca
Zucchini
Bieta
Cavolfiori
Cavoli
Cicoria
Fagioli
Indivie
Lattughe
Prezzemolo
Rapa
Rucola
Zucchini
Bieta
Carote
Cipolla
Cicoria
Finocchio
Fagioli
Indivie
Lattughe
Prezzemolo
Rapa
Ravanelli
Rucola
Scarola
Zucchini
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Cime di rapa
Carote
Cipolla
Indivie
Lattughe
Prezzemolo
Piselli
Rapa
Ravanelli
Scarola
Spinaci
Carote
Fave
Lattughe
Piselli
Ravanelli
Spinaci
Carote
Fave
Lattughe
Piselli
Ravanelli
Spinaci
Carote
Fave
Lattughe
Piselli
Ravanelli
Spinaci

domenica 30 settembre 2012

Melanzane sott'olio

Ricetta un po' lunghetta.. ma ne vale la pena!

Ingredienti per 3 vasetti:
 2 Kg di melanzane meglio quelle bianche
 450 ml di aceto
 350 ml di acqua 
 6 spicchi di aglio
 3 peperoncini 
 sale grosso olio di oliva
 origano abbondante

Preparazione


  1. Mondate e sbucciate le melanzane quindi tagliatele a fette spesse circa 2/3 mm
  2. Mettete le melanzane in una ciotola sovrapponendo le fette e aggiungendo del sale grosso ad ogni strato.
  3. Coprite con un piatto piano e mettete sulla sua superficie una pentola ripiena d’acqua così da fare peso.
  4. Dopo 2 ore, eliminate l’acqua di vegetazione e strizzate le melanzane
  5. Fate bollire in una pentola l’acqua e l’aceto.
  6. Tuffate le melanzane in acqua e aceto in 2 volte e cuocetele per 30 secondi.
  7. Mettete poi le melanzane ad asciugare su un canovaccio pulito e asciugatele con della carta assorbente.
  8. Sterilizzate i vasetti di vetro e tagliate l’aglio ed il peperoncino a pezzetti
  9. In un barattolo poggiate un primo strato di melanzana, aggiungere qualche pezzettino di peperoncino ed aglio e origano.
  10. Ricoprite con l’olio e continuate ad aggiungere le melanzane, alternando le stesse con olio, peperoncino ed aglio premendo per non far formare bolle d’aria all’interno.
  11. Terminare con dei pezzettino d’aglio, il peperoncino e ricoprire le melanzane con l’olio fino a coprire bene tutto
  12. Chiudere i barattoli di melanzane sottolio e far riposare almeno 3 settimane in luogo fresco prima di consumarle.

giovedì 2 agosto 2012

Produzione orto











Pomodori ripieni al forno

Ingredienti

  • Pomodori: 5 maturi ma non molli
  • Ricotta: 200 gr
  • Basilico: 50 gr
  • Parmigiano: 50 gr
  • Aglio: 1 spicchi
  • Capperi 4-5
  • Pangrattato: 200 gr
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.
  • Olio: 4 cucchiai

Preparazione


  1. Tagliate la cima dei pomodori e svuotali aiutandovi con il coltello ed il cucchiaino. La polpa ricavata non va buttata via: mettetela da parte nel contenitore. Frullate insieme il prezzemolo, il basilico, l’aglio, il pepe e capperi.
  2. Fate tritare per una ventina di secondi, quindi aggiungete l’olio extravergine continuando a frullare finché non ottienete una crema omogenea e soffice. Versate questa crema nel contenitore dove avevi messo la polpa dei pomodori, incorporando il pangrattato con le mani o con il cucchiaio di legno.
  3. Aggiungete il formaggio grattugiato e la ricotta, ed aiutandovi con il cucchiaino, riempite i pomodori con questo composto. Riponeteli su una teglia da forno, precedentemente cosparsa d’olio, e cuoci a 200 gradi per 20 minuti, coprendoli con un foglio d’alluminio all’inizio, e scoprendoli solo negli ultimi 5 – 10 minuti. Lasciateli riposare per 10 minuti poi servite.

Tortino fiori di zucca e zucchine

Vista la superproduzione di zucchine e fiori di zucca mi sono cimentata in un bel tortino...

Preparazione circa 1 ora.
Ingredienti:
  • 3-4 zucchine piccole e tenere
  • 12 fiori di zucca
  • olio extravergine di oliva
  • 2 mozzarelle da 125 g ciascuna o provola
  • 3 uova
  • formaggio grattuggiato 100gr
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • aglio
  • pangrattato
Procedimento
  1. Preriscaldare il forno a 200°C.
  2. Lavare e grattuggiare le zucchine  disponetele in una terrina ampia (deve contenere tutti gli ingredienti) aggiungete olio, sale, pepe, prezzemolo, pangrattato (qb), uova,formaggio, mozzarella a cubetti (grattuggiata) e infine i fiori di zucca lavati e tagliati finemente
  3. Mescolate il tutto, l'impasto deve essere compatto ma non sbricioloso.
  4. Versate il tutto in una pirofila unta e spolverate la parte superiore con del pangrattato ed un filo d’olio.
  5. Cuocete in forno a 200°C per 30 minuti.
  6. Lasciatelo riposare per 15 minuti prima di servirlo.

lunedì 18 giugno 2012

Come annaffiare l'orto in estate

Con l’arrivo dell’estate, soprattutto se abitate in regioni particolarmente soleggiate, dovrete prepararvi ad affrontare periodi di particolare siccità, soprattutto in assenza di frequenti piogge estive serali che interessano solitamente i mesi più caldi, con riferimento a luglio e ad agosto. Ciò non significa che dovrete necessariamente consumare quantità d’acqua spropositate per l’annaffiatura dell’orto e delle piante. Vi basterà infatti cercare di seguire alcuni piccoli e semplici accorgimenti.
1) Regolate, per quanto possibile, la quantità dell’acqua da utilizzare. Se avete la necessità di innaffiare superfici estese, munitevi dell’attrezzatura corretta e fate in modo che sia dotata di un timer, cosicché non si verifichino sprechi d’acqua per dimenticanza o per distrazione. I timer possono essere normalmente programmati in modo che svolgano un annaffiatura quotidiana di una determinata durata. Nel caso possediate numerose piante in vaso, potreste pensare di munirvi di un irrigatore goccia a goccia. I momenti ideali per l’irrigazione dell’orto sono la mattina presto e dopo il tramonto.
2) In modo da poter mantenere il terreno alla corretta temperatura e ad un adeguato tasso di umidità, potrebbe esservi utile ricorrere alla pacciamatura, cioè alla sua copertura con materiali organici come foglie, rametti, frammenti di corteccia o materiali di scarto quali fibra di cocco e gusci del cacao, in vendita nei negozi di giardinaggio. La pacciamatura permette inoltre di tenere a bada la crescita di piante infestanti nell’orto e tra i fiori posizionati nelle vostre aiuole. Grazie alla pacciamatura, le vostre annaffiature saranno maggiormente oculate e meno orientate allo spreco d’acqua.

3) Annaffiature meno frequenti, ma che possano raggiungere il terreno e le radici più in profondità potrebbero essere la soluzione migliore per il vostro orto e per le vostre piante in estate. Annaffiature scarse, seppur regolari, potrebbero non risultare sufficienti e lasciare il terreno impoverito, soprattutto a causa dell’evaporazione dell’acqua. Provate a toccare con mano il terreno per verificarne il grado di umidità. Se poco al di sotto della superficie risulta già asciutto, è giunto il momento per innaffiare. Altrimenti potrete attendere fino alla mattina successiva.
4) Arricchire il terreno con del materiale organico, come compost casalingo o foglie secche, permetterà di regalare ad esso una maggiore capacità di assorbire e trattenere quell’acqua a cui le radici potranno via via attingere nell’attesa dell’annaffiatura successiva. Esistono in vendita dei prodotti sintetici per aumentare la capacità di assorbimento idrico dell’orto, ma la soluzione migliore rimane quella di optare per sostanze organiche e naturali (hummus) e per il compost casalingo, la cui preparazione permette, tra l’altro, di evitare che i nostri scarti alimentasi finiscano tra i rifiuti.
5) Per poter arginare il più possibile gli sprechi d’acqua, ricordatevi di porre in giardino o nelle vicinanze dell’orto dei secchi di raccolta per l’acqua piovana, in modo da poterla trasferire in seguito in un annaffiatoio ed utilizzarla così per annaffiare sia l’orto che le piante in vaso. Nel caso abbiate un orto sul balcone, non gettate assolutamente l’acqua di cottura di verdure, legumi, pasta e riso, ma tenetevi pronti a trasferirla in una bottiglia che terrete a portata di mano insieme ad un imbuto e ad utilizzarla per i vostri vasi, dopo averla eventualmente diluita con acqua piovana o di rubinetto. Nel caso dovrete assentarvi per alcuni giorni, esiste la possibilità di acquistare dei vasi autoirriganti per le piante, grazie ai quali esse saranno momentaneamente autonome in vostra assenza.
Fonte: http://blog.greenme.it/radici/annaffiare-orto-estate/annaffiare_orto_estate/

Marmellata di amarene

Ingredienti

2 Kg Amarene ben mature
400gr di zucchero

Preparazione:

Armatevi di pazienza...

Lavare le amarene e togliere i  noccioli .. .. poi mettere in una pentola e aggiungere lo zucchero, lasciare poi riposare per 5-6 ore (io le ho lasciate una notte).

Trascorso il tempo cuocere a fuoco lento e mescolare fino a che alla prova del piatto il succo scivolerà molto lentamente. Spegnere il fuoco e subito mettere la marmellata nei vasetti e chiudere subito.
Potete gustare questa marmellatina tra un mese!


martedì 12 giugno 2012

martedì 5 giugno 2012

Insetticida Biologico

L’aglio è un potente repellente naturale, capace di scoraggiare tantissimi insetti e spingerli verso altre mete. Per preparare il nostro insetticida frulliamo una testa di aglio e qualche chiodo di garofano insieme a due tazze di acqua, fino ad ottenere un composto molto fine. Lasciamolo riposare per un giorno e mescoliamolo poi in circa 3 litri d’acqua. La miscela così ottenuta potrà essere vaporizzata, con uno spruzzatore, direttamente sulle foglie delle nostre piante.

Anche il peperoncino è un’ottimo repellente naturale contro i parassiti. Per preparare il vostro spray frullate ad alta velocità per circa due minuti 6-10 peperoncini con due bicchieri di acqua. Lasciate riposare per la notte il composto così ottenuto. L’indomani filtrate la polpa e versate il liquido nello spruzzatore aggiungendo un bicchiere di acqua.

Orto sinergico



mercoledì 23 maggio 2012

Risotto al Rosmarino pochi semplici ingredienti

Preparazione 30 min (dipende dal riso che usate)

Ingredienti per 4 persone

una manciata rosmarino fresco sminuzzato
200 ml di panna da cucina
70gr di parmigiano
1/2 cipolla media o 1 piccola
1/2 bicchiere di vino bianco
300 gr di riso
100 gr di burro
brodo vegetale qb
sale qb

Preparazione

In una pentola fare il soffritto con burro,cipolla e rosmarino aggiungete il riso e fate tostare qualche minuto.
Successivamente aggiungete il vino bianco e mescolate, unite infine il brodo fino a terminare la cottura del riso.
A metà cottura aggiungete la panna e a cottura ultimata  mantecate il risotto con il parmigiano e qualche fiocco di burro.




martedì 1 maggio 2012

6 Maggio giornata internazionale della permacultura


 La permacultura è un sistema di agricoltura sostenibile, che si basa sulla coltivazione consociata di alberi perenni, arbusti, erbacee (legumi e "malerbe"), funghi e tuberi.
Si è diffusa negli anni 70 grazie al suo fondatore Bill Mollison che vedeva la permacultura come un insieme sinergico di piante e animali, in relazione con gli insediamenti umani, che puntava soprattutto all'autoapprovvigionamento della famiglia e della comunità, tutt'al più uno sbocco commerciale per quello che poteva eccedere le necessità di questo sistema.

Oggi più che mai la permacultura sembra essere una necessità di chi desidera un sistema ecosostenibile di coltivazione che rispetti la terra, le persone e che riduca gli sprechi.
Esiste una Accademia italiana di permacultura dove informarsi e apprendere tecniche e metodologie. Intanto ecco i principi della permacultura spiegati dall'Istituto italiano di permacultura




La terra e' un'entita' che vive e che respira. Senza cura e nutrimento ci saranno conseguenze troppo grandi per ignorarle.
L'icona della giovane pianta rappresenta la crescita biologica, un'ingrediente chiave per sostenere la vita su questo pianeta.

La cura della terra puo' essere intesa come cura del suolo vivente. Lo stato del suolo e' spesso la migliore misura dello stato di salute e del benessere della societa'. Ci sono molte tecniche differenti per accudire il suolo, ma il miglior metodo per dire se il suolo e' in buona salute e' di vedere quanta vita c'e' in esso.

lunedì 16 aprile 2012

Kamut: un mito da sfatare



E io che pensavo fosse altamente proteico!
Leggete questo articolo e scoprirete come ci stanno ingannando..



Ha buone proprietà nutrizionali ed è eccellente per la pastificazione, ma non è stato “risvegliato” da una tomba egizia e non è adatto ai celiaci. Inoltre viene coltivato e venduto in regime di monopolio, ha un costo eccessivo, e una pesante impronta ecologica. Luci ed ombre del Kamut – o meglio, del Khorasan: un tipo di frumento che tra l’altro abbiamo anche in Italia.

“Kamut” non è il nome di un grano, ma il marchio commerciale (come “Mulino Bianco” o “McDonald’s”) che la società Kamut International ltd (K.Int.) ha posto su una varietà di frumento registrata negli Stati Uniti con la sigla QK-77, coltivata e venduta in regime di monopolio e famoso in tutto il mondo grazie ad un’operazione di marketing senza precedenti.
C’è chi chiama questa varietà il “grano del faraone” perché si racconta che i suoi semi sono stati ritrovati intorno alla metà del secolo scorso in una tomba egizia ed inviati nel Montana, dove dopo migliaia di anni sono stati “risvegliati” e moltiplicati.

Il frumento prodotto e venduto con il marchio Kamut è coltivato negli Stati Uniti (Montana) e nel Canada (Alberta e Saskatchewan), sotto lo stretto controllo della famiglia Quinn, proprietaria della società K.Int.; in Italia è importato solo da aziende autorizzate e può essere macinato solo da mulini autorizzati. Tutti i prodotti che portano il marchio sono preparati e venduti sotto licenza della K.Int e sotto il controllo della Kamut Enterprises of Europe.
Il marketing decisamente efficace che è alla base del successo del Kamut ha fatto leva su tre aspetti: la suggestiva leggenda del suo ritrovamento, l’attribuzione di eccezionali qualità nutrizionali ed una presunta compatibilità per gli intolleranti al glutine. Parliamone.

Il Frumento orientale o Grano grosso o Khorasan – lo chiamiamo col suo nome tramandato, comune e “pubblico”, mentre Kamut è un nome di fantasia registrato – è una specie (Triticum turgidum subsp. turanicum) appartenente allo stesso gruppo genetico del frumento duro: presenta un culmo (fusto) alto anche 180 cm; ha la cariosside (chicco) nuda e molto lunga, più di quella di qualunque altro frumento; è originario della fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico (Khorasan è il nome di una regione dell’Iran); nel corso dei secoli si è diffuso sulle sponde del Mediterraneo orientale, dove in aziende di piccola scala è sopravissuto all’espansione del frumento duro e tenero.

L’invenzione commerciale del ritrovamento
Dunque, per trovare il Khorasan in Egitto non era (e non è) davvero necessario scomodare le tombe dei faraoni; senza contare che un tipo di Khorasan era (e, marginalmente ancora è) coltivato anche tra Lucania, Sannio e Abruzzo: è laSaragolla, da non confondere con una omonima varietà migliorata di frumento duro ottenuta da un incrocio e registrata nal 2004 dalla Società Produttori Sementi di Bologna. Inoltre non bisogna dimenticare che la germinabilità del frumento decade dopo pochi decenni, per quanto ideali siano le condizioni di conservazione. Tutto questo porta ariconoscere nella storia del presunto ritrovamento del Khorasan/Kamut solo una fantasiosa invenzione commerciale, eleborata per stimolare il desiderio di qualcosa di puro, antico ed esotico. E, a onor del vero, la stessa K.Int. ha preso le distanze salla leggenda che, prealtro, ormai non ha più bisogno di essere incoraggiata.
Dai dati oggi disponibili, di fonte pubblica e privata, tra gli elementi di maggiore caratterizzazione del Khorasan ci sono un elevato contenuto proteico, in generale superiore alla media dei frumenti duri e teneri, e buoni valori di beta-carotene e selenio; per le altre componenti qualitative e nutrizionali non ci sono differenze sostanziali rispetto agli altri frumenti.

Glutine: non ne è né privo né povero
Bisogna, infatti, chiarire che, come ogni frumento, il Khorasan è inadatto per l’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (e non ne è né privo né povero, come, poco responsabilmente, una certa comunicazione pubblicitaria afferma o lascia intendere) e ne contiene in misura superiore a quella dei frumenti teneri ed a numerose varietà di frumento duro.

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Kamut: glutine secco 15,5%, glutine/proteine 94,5%

Frumento duro: glutine secco 12,5%, glutine/proteine 87,5%

Farro dicocco: glutine secco 14%, glutine/proteine 79%

Frumento tenero: glutine secco 13,4%, glutine/proteine 80,6%

Farro spelta: glutine secco 17,1%, glutine/proteine 93%

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Detto ciò, il Khorasan è certamente un frumento rustico, con ampia dattabilità ambientale, eccellente per la pastificazione. Come ogni frumento che non è stato sottoposto a procedimenti di miglioramento genetico o ad una pressione selettiva troppo spinta, e proprio per questo motivo pare sia più facilmente digeribile dalle persone che soffrono di lievi allergie e intolleranze, comunque non riconducibili alla celiachia: ma questo è proprio ciò che si può dire dei farri e delle “antiche” varietà di frumento duro e tenero. Se la sua coltivazione è biologica (come permette la sua rusticità e come, per i propri prodotti, assicura il disciplinare del marchio Kamut), si può dire che senz’altro è un prodotto salutare, senza però scadere in esagerazioni né in forzature incoraggiate dalla moda e dal marketing del salutismo.

Costi elevati, per il portafoglio e per il Pianeta
Restano ancora tre aspetti che gettano un’ombra sul prodotto a marchio Kamut (ma non sul Khorasan!):

è il monopolio commerciale imposto dalla K.Int. su un frumento tradizionale che, come tale, dovrebbe invece essere patrimonio di tutti, e più di chiunque altro delle comunità che nel tempo lo hanno conservato e tramandato;

è il costo eccessivo del prodotto finito (dall’80 al 200% in più di una pasta di comune grano duro biologico), poco giustificabile a sostanziaòe parità di valori qualitativi e nutrizionali, dovuto al regime di monopolio, ai costi di trasporto, ai diritti di uso ed ai costi di propaganda, ma dovuto anche agli effetti di un mercato dell’eccellenza che trasforma il cibo in oggetto di lusso, di gratificazione e di distinzione, e che specula sul desiderio di rassicurazione e sul bisogno di salute;

è la pesante impronta ecologica legata allo spostamento di un prodotto perlopiù coltivato dall’altra parte del Mondo che arriva sulle nostre tavole attraverso una filiera molto lunga (migliaia di chilometri), e che, solo per questo fatto, non è compatibile con la filosofia della decrescita e con l’attenzione al consumo locale, fatto se possibile a “chilometro zero”.

Note
Per i dati riferiti in questo articolo sono stati consultati i siti dell’Associazione Italiana Celiachia (www.celiachia.it), dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (www.inran.it), della Kamut International (www.kamut.com), dell’United States Department of Agricolture (www.usda.gov), dell’Insitute Sciwentifique de Recherche Agronomique (http://grain.jouy.inra.fr), l’articolo di A. R. Piergiovanni, R. Simeone, A. Pasqualone, “Composition of whole and refine meals of Kamut under southern Italian conditions” su Chemical Engineering Transactions, 2009, vol. 17: 891-896. Alcuni dati sonostati indicati da Oriana Porfiri (comunicazione personale).
Fonte: aam Terra Nuova, marzo 2010, n°248, pagg.73-76

martedì 3 aprile 2012

Orto:La consociazione e le piante ortive


Con il termine consociazione si intende la coltivazione contemporanea di diversi ortaggi sullo stesso
appezzamento. Tale tecnica consente di valorizzare le complesse interazioni esistenti tra le piante. Grazie alle

particolari caratteristiche degli essudati radicali, delle resine e degli olii essenziali prodotti, alcune piante

sono in grado di stimolare, o in qualche caso di reprimere, lo sviluppo delle specie vegetali che

crescono nelle loro immediate vicinanze, di allontanare insetti dannosi o attrarre quelli utili. Il

principio della coltivazione mista è stato introdotto in agricoltura sulla base di quello che avviene in natura.
Erbe Effetti
Abrotano
Seminare qua e là nell'orto. E' consociabile con il cavolo del quale migliora il gusto e
lo sviluppo. Allontana la farfalla cavolaia.
Achillea
Come bordura, sui sentieri e vicino alle erbe aromatiche delle quali aumenta la
produzione di oli essenziali.
Aglio Contribuisce alla crescita e alla salute di rose e lamponi.
Aneto Si accompagna al cavolo, non ama le carote.
Assenzio
Come bordura tiene lontani gli animali dall'orto, ma la sua vicinanza non fa bene a
nessuna pianta: da tenere quindi alla giusta distanza.
Basilico
Si accompagna ai pomodori migliorandone il gusto e lo sviluppo. Respinge mosche e
zanzare. Odia però la ruta e non può starle vicino.
Camomilla Ottima la consociazione con cavoli e cipolle: ne migliora il gusto e lo sviluppo.
Cerfoglio Consociabile ai ravanelli: ne migliora lo sviluppo e il sapore.
Cumino Seminare qua e là nell'orto: Ammorbidisce il terreno.
Dragoncello Utile in tutto l'orto.
Erba cipollina Consociabile alle carote: ne migliora il gusto e lo sviluppo.
Finocchio selvatico
Tenere lontano dall'orto. La maggior parte delle piante non ne apprezza la
compagnia.
Issopo Tiene lontana la farfalla cavolaia. Si associa ai cavoli e alla vite. Non ama i ravanelli.
Lamio bianco Consociabile con le patate, dalle quali tiene lontani gli insetti.
Levistico Seminare qua e là nell'orto. Migliora il gusto e la robustezza delle piante.
Lino
Consociato alle carote e alle patate ne migliora il gusto e lo sviluppo. Tiene lontane le
dorifere dalle patate.
Maggiorana Migliora il profumo delle piante.
Melissa Migliora il sapore e lo sviluppo dei pomodori.
Menta Migliora il gusto e lo sviluppo di cavoli e pomodori. Tiene lontana la farfalla cavolaia.
Mentuccia Tiene lontana l'altica.
Nasturtium
E' molto utile ai ravanelli, ai cavoli e a tutte le cucurbitacee. seminato sotto gli alberi
da frutto tiene lontani gli afidi e altri insetti.
Petunia Protegge i fagioli dagli insetti.
Portulaca Può essere usata per tenere il terreno coperto sotto il granturco.
Rafano Seminato negli anfoli delle aiuole delle patate tiene lontani gli insetti.
Rosmarino
Consociabile con cavoli, fagioli, carote e salvia. Tiene lontane la cavolaia. la mosca
delle carote e l'epilachna.
Ruta Seminata vicino a rose e lamponi li protegge dagli insetti. Odia il basilico.
Salvia Consoviabile con rosmarino, cavoli e carote ma non con i cetrioli.
Santoreggia Migliora il gusto e la salute di fagioli e cipolle.
Tagete E' una delle piante più attive nella lotta agli insetti.
Tanaceto Seminato con rose, lamponi, sotto gli alberi da frutto, tiene lontano gli insetti volanti.
Timo Il suo odore tiene lontano la cavolaia.
Valeriana Va bene ovunque nell'orto.



sabato 3 marzo 2012

Lasagne lastminute

Preparazione e cottura 45 minuti

Ingredienti per 6 persone

250gr di lasagne
1/2 litro di latte
50 gr funghi secchi
100gr di radicchio rosso
dado vegetale (se non si puo' fare il brodo )
pepe nero
formaggio pasta filata
formaggio grattuggiato
75 gr di burro


Lavare i funghi secchi e metteteli in padella con un bicchiere di acqua calda e fate bollire per 2 minuti aggiungete il burro il latte , il pepe nero e il dado e lasciate andare il tutto per 5-6 minuti. Intanto tagliete a striscioline il radicchio e aggiungetelo dopo ai funghi.
In una teglia da forno mettete un mestolo del composto di funghi (sarà un po' liquido) e le lasagne cospargendole dei formaggi alternare 2-3 strati e finire con il composto di funqui e il formaggio grattuggiato.
Mettere in forno per 20 minuti.
Lasciare riposare 5 minuti e servire.




giovedì 1 marzo 2012

I primi studi: preparazione e consociazioni

Preparazione:
E' quasi primavera è ora spolverare il terreno con cenere di legna prima della piantagione..

Design
L'idea è quella di fare meno lavoro possibile... La natura deve fare il suo corso...
Non si tratta di una scienza esatta ma deriva dall’osservazione pratica di generazioni di giardinieri che ha dimostrato che la presenza di alcune specie riesce a stimolare odanneggiare il vigore o la salute di altre a loro vicine.
I vegetali in natura, lasciati liberi di autoriprodursi a lungo stabiliscono particolari relazioni reciproche, ad esempio piante con radici superficiali crescono all’ombra di piante più ampie in grado di proteggerle.dall’aspro e disidratante calore del sole.

MODALITA’ CONSOCIATIVE
Per preparare le consociazioni è necessario scegliere con accuratezza le piante da coltivare assieme in modo che non si danneggino a vicenda ma, invece, ne traggano sempre un reciproco vantaggio.
Ci si può basare su alcune indicazioni di massima:
- non consociare piante che occupano e sfruttano lo stesso livello di terreno (per esempio patata e cipolla) ma cercare di consociare piante a diverso accrescimento radicale.
- non scegliere piante che appartengono alla stessa famiglia
- affiancare piante che hanno differente ciclo colturale. Per questo motivo, oltre che per il loro sviluppo contenuto, lattuga, ravanello, spinacio sono largamente impiegati nelle consociazioni
- calcolare i tempi di coltivazione in modo che le colture consociate si possano accrescere completamente prima che una prenda il sopravvento sull’altra. Ad esempio, coltivando lattuga e pomodoro o lattuga e pisello, fare in modo di raccogliere la lattuga prima che venga soffocata dalla coltura consociata
- quando è possibile, dare precedenza alle leguminose dato che hanno la possibilità di fissare l’azoto atmosferico di cui potrebbero beneficiare le piante vicine. Da segnalare, tuttavia, che alcune esperienze hanno messo in rilievo che ortaggi come aglio, cipolla e porro, si adattano male ad essere consociati con le leguminose
- nella consociazione bisogna anche tener conto della classificazione degli ortaggi in base al consumo. In sintesi vanno consociate colture ad elevato e medio consumo oppure medio e debole, mai tra colture a basso ed elevato consumo di azoto.
COSA CONSOCIARE?

Fagiolo rampicante/pisello e lattuga
Al centro del campo si pianta la leguminosa mentre ai bordi la lattuga. Non conviene piantare a file alterne in quanto si rischierebbe di sottrarre eccessiva luce alle piante di lattuga. Il vantaggio di questa consociazione è dato dall’azoto fornito al terreno. Questo tipo di consociazione può essere preceduta da quella con spinacio e ravanello.
 
Porro e carota

E’ consigliata per le carote tardive e comporta gli stessi effetti descritti nell’esempio precedente. Stesso dicasi per le modalità di impianto.
Cipolla e carota
Il pregio di questa consociazione è la difesa naturale dagli insetti nocivi. Le due specie si seminano a file alterne, ad una distanza di 20 cm circa, oppure la cipolla va seminata ai bordi del campo e la carota al centro.
Patata primaticcia e spinacio
Si tratta di una consociazione favorevole a causa dell’effetto stimolante che gli essudati radicali dello spinacio esercitano nei confronti della patata.
Al centro del campo e sui bordi esterni verranno seminate le piante dello spinacio mentre nella restante parte quelle delle patata.
Cavolo cappuccio, lattuga e fagiolo nano

Sui lati esterni vengono seminate alcune file di fagiolino nano. Al centro si pianta il cavolo cappuccio a file distanti 60 cm. Nel restante spazio si trapianta la lattuga a file distanti 25 cm

Cipolla e lattuga invernale

La cipolla riesce a crescere in maniera ottimale in presenza di lattuga.
Per questa consociazione basta impiantare le due colture a file alterne.
Ravanello e carota

Si ottiene il vantaggio di utilizzare due differenti strati di terreno. Le colture vanno seminate a file distanti circa 30-35 cm. Alcune piante file di ravanello possono essere sostituite con file di lattuga.
Varie consociazioni con spinacio

Con lo spinacio è possibile effettuare varie consociazioni. Va seminato in primavera, a file distanti 40 cm e lasciando l’interfila libera per impiantare la patata, il pomodoro o il ravanello. Quando la crescita dello spinacio rischia di ombreggiare eccessivamente le altre piante, questo verrà tagliato e lasciato sul terreno come strato pacciamante, utile soprattutto alla riduzione dell’evaporazione dell’acqua e, successivamente, per arricchire il terreno di sostanza organica.
Le piante, recise a 2-3 cm di profondità, non potranno più emettere foglie e le radici rimaste, tenere e di facile decomposizione, andranno ad arricchire il terreno di sostanza organica. Tale modello può essere riproposto anche l’anno successivo seminando lo spinacio nelle file in cui l’anno precedente erano stati piantati altri ortaggi.
CONSOCIAZIONI CHE SVOLGONO UN’AZIONE REPELLENTE SU ALCUNI INSETTI.

Pianta ad azione repellente Pianta protetta Insetto
rosmarino, issopo, timo, menta, assenzio, salvia cavolo cavolaia
santoreggia, pomodoro fagiolo mosca
lino, fagioli nani, petunia patata dorifora
tagete fava tonchio
avena, pomodoro, frumento asparago mosca
spinacio, lattuga bietola altica
porro, cipolla, aglio carota mosca
pomodoro, trifoglio cavolo mosca
sedano, carota cipolla mosca
canapa patata grillotalpa
porro, cipolla, aglio sedano mosca
porro, cavolfiore sedano septoriosi

domenica 19 febbraio 2012

Lievito naturale








I metodi più semplici ed efficaci per ottenere in casa una buona pasta acida da usare per la panificazione sono tre.
Il primo è cercare di produrre da sé un lievito naturale, da usare per ottenere una pasta madre acida. Si basa sul fatto che nell'aria esistono dei microrganismi e che, esponendo alla sua azione ACQUA E FARINA mescolate, questi tendono a crearvi una colonia.
Per ottenere questa madre, si mescolano (più o meno) 100 grammi di farina e 100 grammi di acqua. Si impastano velocemente e si mette il composto a riposare per una notte intera in piatto (ricoprendolo con una ciotola capovolta una più grande dell'impasto in modo da coprire senza "soffocare", lasciando cioè respirare il composto). Il giorno seguente si aggiungono un altro po' di acqua e di farina e si ripone di nuovo in luogo tiepido. Si continua così fino a quando il composto non prenderà un odore di acido e al tempo stesso di lievito.
Il secondo è, invece, un modo *facilitato* di produrre un lievito ugualmente naturale aiutando la fermentazione con l'azione di fermenti aggiunti (in questi casi, quelli dello iogurt).
Si parte, anche in questo caso, con due tre cucchiaiate di farina, ma - invece che con l'acqua - la si mescola con un'analoga quantità di yogurt. Al mattino si aggiunge ancora farina e yogurt; si reimpasta e si rimette a riposare. Dopo circa ventiquattro ore, il lievito dovrebbe dare i suoi primi segnali di risposta: se tutto è andato bene, cioè, si presenta leggermente gonfio e inizia a "profumare" leggermente di lievito. Ancora uno o due reimpasti (solo con farina e acqua, stavolta) e il lievito dovrebbe essere pronto.
Il terzo è, invece, un approccio "abbreviato": consiste nell'usare nel composto iniziale POCHISSIMO lievito di birra, in modo da favorire il lavoro dei lieviti "aerei". Per accentuarne poi l'effetto si può aggiungere (ma non è necessario) un cucchiaio di iogurt. Per ottenere questo lievito, quindi, si mescola la farina con acqua a cui è stata aggiunta la punta di un cucchiaino di lievito di birra e un cucchiaio di iogurt. E procedendo come per il secondo modo.




La conservazione

Il lievito madre va conservato in frigo e riattivato spesso. Nella conservazione, vanno rispettate alcune regole fondamentali.

1) il contenitore in cui è conservata la madre deve essere di vetro. La plastica, infatti, potrebbe assorbire i microrganismi prodotti dalla fermentazione e ridurre - quindi - la vitalità dei lieviti. Il metallo potrebbe, invece, essere corroso dagli acidi prodotti dai lactobacilli.

2) Va effettuato ALMENO un rinfresco alla settimana.

3) Il contenitore va sostituito e lavato una volta al mese.

Al momento dell'uso, si preleva la parte di pasta acida necessaria e si rinfresca la parte avanzata aggiungendo un paio di cucchiai di farina e uno di acqua (anche in questa fase, si può facilitare il lavoro dei fermenti aggiungendo un cucchiaino di zucchero o di miele), impastando il tutto e lasciando lievitare in luogo tiepido. Una volta raddoppiato il volume, si impasta per interrompere la lievitazione e si rimette in frigo fino al rinfresco o uso successivo.

Per essere perfettamente sicuri del risultato, è opportuno - prima dell'utilizzo - controllare la qualità del lievito madre verificandone il livello di acidità con una cartina al tornasole.




Il lievito può essere considerato MATURO se la sua pasta ha un aspetto bianco e soffice (con alveoli ben allungati), all'assaggio rivela un sapore leggermente acido e la cartina al tornasole indica un ph intorno al 5.




Va, invece, considerato TROPPO FORTE se il suo sapore è acido-amaro, il suo colore è grigiastro, i suoi alveoli sono di forma rotonda e il suo ph inferiore a 5 (intorno ai 3 o 4).

In questo caso, il lievito va tagliato a fette e messo a bagno in acqua a 20-22°C, aggiungendo circa 2 g di zucchero per litro d'acqua. Lo si lascia a bagno per 10-15 minuti, lo si spreme e si procede ad un paio (o più) di rinfreschi successivi (fino, cioè, ad ottenere un lievito che fermenti in quattro ore circa).







Ancora, il lievito è da considerarsi TROPPO DEBOLE se il suo sapore è acido dolciastro, si presenta di colore bianco, la pasta appare poco alveolata e il ph ha un valore superiore al 5 (6 o 7)

In questo caso, si procede ad un rinfresco del lievito aggiungendo però un paio di cucchiaini di zucchero. Si impasta fino ad ottenere una pasta e piuttosto asciutta e lo si mette a lievitare. Si procede poi a rinfreschi successivi, fino a quando non si ottiene una pasta che lievita di forza "giusta" (che fermenti in quattro ore).







Infine, è sicuramente INACIDITO se il suo sapore ricorda l'aceto, l'odore è formaggioso, colore grigio, la pasta vischiosa e il suo ph è molto basso.




Fonte http://www.gennarino.org/lievitonatumio.htm


sabato 18 febbraio 2012

Pane a modo mio

Preparazione: circa 1 ora tutto il procedimento 10 ore. 
Ingredienti:
100 g. di farina di grano tipo 0

100 g. di farina di semola
200 g. di farina farina ai 7 cereali "Spatoni"
150 g. di pasta madre rinfrescata da almeno da 5-6 ore (io l'ho fatta la sera prima)
150 g. di acqua
un cucchiaio di olio extra vergine

25 g. di zucchero di canna
15 g. di sale

Disciogliete la pasta madre nel acqua tiepida e pian piano aggiungete tutti gli ingredienti lavorando fino a ottenere una bella pagnotta. Coprite per bene e fate lievitare per almeno 3 ore, poi rilavorate l'impasto e formate le pagnotte.

Fatele riposare per altre 7 ore fino a completa lievitazione (raddoppio)  metteteli in forno a 180-200 °C per 25-30 minuti circa e il pane è pronto.

Io impasto la sera lasciando il pane nel forno a lievitare la mattina accendo il forno e il 10 minuti il profumo di pane caldo invade la casa...

Torta di Kiwi

Ieri sera non avevo molto sonno e ho deciso di fare una torta per la colazione con gli ingredienti che avevo ho tirato fuori questa ricetta ...

Preparazione circa un ora con tempo di cottura

Ingredienti  per 8 persone:
- 3 Kiwi  maturi.
- 450 gr Farina integrale (io ho usato quella ai cereali)
- 150 gr Farina 00
- Sale: un pizzico
- 230 gr Zucchero
- 1 Lievito per dolci
- 1/2 bicchiere di olio di semi.
- 30 gr  farina di cocco
- 1 yogurt intero
- 1 bustina Zucchero a velo per spolverizzare: q.b.
Procedimento: Lavare i kiwi, sbucciarli, tagliarli a pezzi e frullarli. Versare il frullato in una terrina, aggiungere l'olio, il sale, lo zucchero,il cocco, lo yogurt e amalgamare. Aggiungere la farina un cucchiaio alla volta e sempre mescolando con la frusta, infine il lievito e amalgamare il tutto . Imburrare e infarinare uno stampo per dolci e preriscaldare il forno a 180 gradi. Quando il forno sarà diventato sufficientemente caldo, aggiungere al composto il lievito per dolci, amalgamare e versarlo nello stampo. Infornare per 35 minuti, prima di estrarre la torta dietetica con kiwi, effettuare la prova dello stuzzicadenti per verificarne la cottura; quindi sfornarla e lasciarla raffreddare su una gratella.Una spolverizzata di zucchero a velo e... buona colazione!
La riproduzione o ripubblicazione di questo testo è vietata.

Ingredienti per preparare la Torta dietetica con kiwi: Kiwi sodi, non troppo maturi: 8 Farina di grano tenero tipo 00: 450 gr Fecola di patate: 150 gr Sale: un pizzico Vanillina: 2 bustine Zucchero: 230 gr Olio extravergine di oliva: 4 cucchiai Scorza grattugiata di limone non trattato: 1 Lievito per dolci: 1 bustina Zucchero a velo per spolverizzare: q.b. Procedimento: Lavare i kiwi, sbucciarli, tagliarli a pezzi e frullarli. Versare il frullato in una terrina, aggiungere l'olio, la vanillina, il sale, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e amalgamare. Aggiungere la fecola di patate e sbattere con una frusta elettrica; quindi, aggiungere la farina un cucchiaio alla volta e sempre mescolando con la frusta elettrica. Imburrare e infarinare uno stampo per dolci e preriscaldare il forno a 180 gradi. Quando il forno sarà diventato sufficientemente caldo, aggiungere al composto il lievito per dolci, amalgamare e versarlo nello stampo. Infornare per 80 minuti, avendo cura di coprire il dolce con un foglio di alluminio per cucina durante i primi 60 minuti. Prima di estrarre la torta dietetica con kiwi, effettuare la prova dello stuzzicadenti per verificarne la cottura; quindi sfornarla e lasciarla raffreddare su una gratella. La vostra torta dietetica con kiwi è pronta. Una spolverizzata di zucchero a velo e... buona colazione!
La riproduzione o ripubblicazione di questo testo è vietata.

Ingredienti per preparare la Torta dietetica con kiwi: Kiwi sodi, non troppo maturi: 8 Farina di grano tenero tipo 00: 450 gr Fecola di patate: 150 gr Sale: un pizzico Vanillina: 2 bustine Zucchero: 230 gr Olio extravergine di oliva: 4 cucchiai Scorza grattugiata di limone non trattato: 1 Lievito per dolci: 1 bustina Zucchero a velo per spolverizzare: q.b. Procedimento: Lavare i kiwi, sbucciarli, tagliarli a pezzi e frullarli. Versare il frullato in una terrina, aggiungere l'olio, la vanillina, il sale, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e amalgamare. Aggiungere la fecola di patate e sbattere con una frusta elettrica; quindi, aggiungere la farina un cucchiaio alla volta e sempre mescolando con la frusta elettrica. Imburrare e infarinare uno stampo per dolci e preriscaldare il forno a 180 gradi. Quando il forno sarà diventato sufficientemente caldo, aggiungere al composto il lievito per dolci, amalgamare e versarlo nello stampo. Infornare per 80 minuti, avendo cura di coprire il dolce con un foglio di alluminio per cucina durante i primi 60 minuti. Prima di estrarre la torta dietetica con kiwi, effettuare la prova dello stuzzicadenti per verificarne la cottura; quindi sfornarla e lasciarla raffreddare su una gratella. La vostra torta dietetica con kiwi è pronta. Una spolverizzata di zucchero a velo e... buona colazione!jkjjddd